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Come sapere se il tuo processo di selezione è quello giusto per te?

Assumere la persona giusta è fondamentale per il successo a breve e lungo termine. Come evitare gli errori?

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Assumere la persona giusta dipende spesso dal processo di selezione che si utilizza. In un mondo del lavoro in continua evoluzione, è necessario ottimizzare il proprio processo di selezione, in particolare per evitare spiacevoli sorprese. Una cattiva assunzione può equivalere auna perdita di 42.000 sterline. Che scelgano di andarsene durante il periodo di prova o vengano licenziati, le assunzioni fallite possono avere un impatto significativo sul marchio del datore di lavoro. Il disimpegno porta al turnover del personale, e questo è spesso la conseguenza di una selezione inadeguata. Ma cosa intendiamo davvero con il "giusto processo di selezione"? E soprattutto, come si fa a sapere se quello che si sta utilizzando è valido?

L'anticipazione semplifica il processo di selezione

In qualsiasi processo di selezione, ci sono diverse fasi, ognuna delle quali è importante. Prima di lanciare la campagna e assumere un profilo, è necessario riservare spazio alla pianificazione nel processo di selezione. Questa fase essenziale permetterà ai recruiter di risparmiare tempo e di non perdere potenziali candidati che corrispondono alle reali esigenze dell'azienda. Durante questa fase organizzativa, il recruiter o il responsabile delle assunzioni dovrà definire le esigenze e gli obiettivi di selezione avendo una visione del futuro. Non si tratta solo di elencare le competenze tecniche. È necessario immaginare una "candidate persona" in grado di adattarsi al proprio team e alle sfide dell'azienda. Una volta definito questo aspetto, il passo successivo è creare una descrizione del lavoro attrattiva che illustri le qualità e le competenze ricercate nei candidati. Si tratta di sapere esattamente cosa si cerca: in termini di soft skill e hard skill. Sarà poi più facile identificare e selezionare le candidature che combinano queste competenze per la fase successiva del processo: la selezione.

Selezionare utilizzando le soft skill

Non è una novità. Le soft skill sono ora un fattore di performance per il 91% dei datori di lavoro.. Queste soft skill sono sempre più ricercate in azienda, e per una buona ragione. Permettono ai datori di lavoro di dotarsi di talenti in grado di adattarsi agli eventi esterni imprevisti che qualsiasi azienda dovrà affrontare in futuro. Oggi, più che mai, le aziende si trovano in un contesto incerto e sempre più competitivo. Diventa quindi necessario trovare candidati che siano in grado di rimanere efficienti in circostanze in continuo cambiamento. Ma come si possono determinare queste qualità umane così preziose? Niente panico. Possiamo iniziare facendo un bilancio dei team attuali per scoprire se hanno difficoltà relazionali, o se i loro processi di lavoro sono efficienti. Possiamo anche elencare le sfide attuali e future dell'azienda, e quindi determinare quali sono le competenze comportamentali necessarie per affrontarle. Oggi si tratta di co-costruire con i dipendenti per creare team solidi. Per la selezione - ma anche per molto altro - le soft skill svolgono ora un ruolo fondamentale nello sviluppo e nel corretto funzionamento delle aziende.

Trovare le soft skill corrispondenti alle hard skill

Basarsi esclusivamente sulle soft skill in fase di selezione non è consigliabile. Analogamente, non è consigliabile selezionare leggendo solo i CV. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra le soft skill e le competenze che un candidato ha acquisito attraverso le esperienze passate. Le soft skill non sostituiranno le competenze tecniche di un candidato. Così come l'automazione non potrà mai sostituire le qualità umane di un candidato. È quindi necessario immaginare le soft skill che corrispondono alle hard skill necessarie per la posizione in questione. Avendo questa visione, i recruiter si avvicinano agli obiettivi futuri dell'azienda.

Selezionare con l'aiuto dei test psicometrici

Anche se si pensa di aver trovato le giuste soft skill in un candidato, questo non garantisce ancora il suo percorso nel processo di selezione. Avere un profilo corrispondente è un buon inizio. Ma è sufficiente per determinare se il candidato è quello giusto? Evitiamo di affidarci al "feeling" e utilizziamo invece i test psicometrici. Questi test consentono di identificare con precisione le soft skill dei candidati: personalità, motivazioni e capacità cognitive. L'aggregazione dei risultati dei test permette ai recruiter di comprendere le aspettative del candidato, le preferenze lavorative e le motivazioni per entrare in azienda. I test psicometrici sono la scienza delle soft skill e offrono uno strumento potente per aiutare a evitare errori di selezione.

Anche l'I.A. è al servizio della selezione

Per risparmiare tempo e ottimizzare il processo di selezione, i responsabili HR e delle assunzioni possono anche utilizzare l'intelligenza artificiale (IA). I dati raccolti vengono elaborati in modo oggettivo: rendendo possibile determinare i migliori profili in base alla posizione vacante. Un vero risparmio di tempo che esclude i bias cognitivi basandosi esclusivamente su dati fattuali e oggettivi. Come avrete probabilmente capito, non esiste una formula magica unica per creare il processo di selezione perfetto. Tuttavia, questi pochi punti possono permettervi di ottimizzare il vostro. Curate il vostro employer brand rendendo le offerte di lavoro attrattive e dando priorità all'esperienza del candidato durante il processo di selezione. Il processo di selezione è un insieme di fasi: ognuna merita attenzione mentre l'azienda evolve.

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